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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

(Anna Maria Buzzi)

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Articolo del Resto del Carlino del 15 novembre 2011

posted by admin
sabato, dicembre 10, 2011

Dopo il Convegno della Fondazione del 24 Settembre, Il Resto del Carlino intervista Anna Maria, Silvia e Giorgio Buzzi sulla sperimentazione giapponese, sulle sue modalità e sui suoi promettenti risultati.

Scarica qui il PDF dell’articolo

fanpage.it intervista Anna, Silvia e Giorgio Buzzi

posted by admin
martedì, ottobre 18, 2011

[...] è il dottor Silvio Buzzi, scomparso nel 2009, che aveva fatto nascere grandi speranze con la sua scoperta del ruolo antitumorale del CRM197, un mutante innocuo della tossina che provoca la difterite. Dopo diversi studi pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali, era calato il silenzio. In Italia, un trial clinico non è mai partito. Ora, la Fondazione Silvio Buzzi, nata per proseguire la lotta del neurologo che si riscoprì oncologo “per caso”, sta monitorando un trial clinico che, dopo una prima fase conclusa con successo, entrerà nel vivo nel 2012 in Giappone. Sull’argomento abbiamo intervistato i responsabili della Fondazione, la moglie e i figli del medico ravennate: Anna, Silvia e Giorgio Buzzi.

Potete spiegarci in sintesi in cosa consiste la scoperta del dott. Silvio Buzzi e in cosa differisce dalle attuali terapie antitumorali?

La scoperta del dott. Silvio Buzzi e gli studi che ne rappresentano l’applicazione rappresentano un caso molto atipico nella medicina moderna: pur essendosi svolti infatti a proprie spese e con mezzi modestissimi sono stati pubblicati dalle più autorevoli riviste mediche internazionali come Cancer Research, The Lancet ( la “Bibbia” del mondo medico), Cancer Immunology Immunotherapy, Therapy: sono riviste che accolgono quasi esclusivamente lavori multicentrici, frutto di collaborazioni tra grandi strutture e che si vantano di pubblicare a malapena il 10% dei lavori che ricevono.

La Tossina Difterica è un potente veleno prodotto in certe condizioni dal Corynebacterium Diphtheriae. La molecola è formata da due componenti: sub unità A (che blocca la sintesi delle proteine nei mammiferi, ed è quindi responsabile della tossicità) e sub unità B (che consente l’aggancio della molecola alla cellula attaccata, ed è responsabile della risposta che il sistema immunitario dà a questa “aggressione”).

Silvio Buzzi ha intuito e dimostrato il possibile ruolo antitumorale della Tossina Difterica. In un secondo momento, è stato in grado di individuare nella sola componente B – non tossica – della molecola la sede di questa potenzialità antitumorale, che risulta dunque del tutto svincolata da ogni tossicità.

Nei suoi studi ha quindi utilizzato tossina detossificata con l’ebollizione (il calore inattiva la componente tossica, mentre lascia intatta quella immunostimolante), successivamente sostituita da CRM197 (un mutante atossico della Tossina Difterica).

E’ interessante che il CRM197 e la Tossina Difterica hanno un loro recettore naturale presente sulla maggior parte delle cellule umane, ma molto più concentrato sulle cellule tumorali. La successione di eventi immunologici che seguono l’aggancio della molecola al suo recettore sarà quindi molto specifica nei confronti delle cellule tumorali, senza danno per quelle sane.

Le differenze rispetto alle attuali terapie antitumorali sono 2:

  • Si tratta di una terapia immunologica, che induce l’organismo a reagire al tumore sfruttando armi proprie; non si fa ricorso a molecole che aggrediscono la massa (e, inevitabilmente, tutti i tessuti più vitali) con un meccanismo squisitamente distruttivo;
  • Si tratta di una terapia molto poco artificiosa, perché il contatto CRM197-cellula tumorale non richiede trasportatori (carriers) o procedure macchinose, dato che la molecola ha per natura un tropismo particolare per le cellule tumorali, legato alla loro ricchezza del recettore specifico destinato ad agganciarla.

Silvio Buzzi non era un oncologo, ma un neurologo e psichiatra che fece le sue ricerche in totale autonomia. Nel suo libro Il talco sotto la lampada domandava provocatoriamente: “La comunità scientifica, che si dichiara sensibile al miglioramento della vita dell’uomo, che cura la rapida diffusione dell’informazione nel mondo, che si dice libera dai pregiudizi, avrà orecchi per intendere una flebile voce che chiama fuori dal coro?”. Sono stati i pregiudizi a ostacolare le ricerche del dottor Buzzi?

Sicuramente in parte sì. Se da una parte è comprensibile lo scetticismo nei confronti di un’idea nata in ambito non istituzionale (la ricerca scientifica richiede il massimo rigore e la massima sicurezza, requisiti più facili per una grande struttura), quando lo scetticismo è tale da negare ad un ricercatore indipendente la possibilità che le sue idee vengano non accolte, ma messe alla prova, diventa pregiudizio. Recentemente il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, in apertura dei lavori di una conferenza sugli sviluppi delle ricerche di Silvio Buzzi sul CRM197, si è espresso così: “Il pregiudizio è figlio dell’ignoranza, e l’ignoranza è scelta di comodo; il giudizio è figlio della conoscenza, e la conoscenza è faticosa”.

Perché in Italia non si è mai avviata una sperimentazione del CRM197 seguendo le indicazioni di Buzzi?

L’unica sperimentazione avviata in Italia con CRM197, come molti sanno, è partita all’Ospedale di Empoli nel 2007 sotto la guida del dottor Gianmaria Fiorentini; non è stata fatta seguendo le indicazioni di Buzzi, né per dosi, né per tempistica, né per scelta dei pazienti. Si ignorano le ragioni per quali non è stato seguito il protocollo del dottor Buzzi, di cui peraltro il dottor Fiorentini era stato fornito.

In Giappone la sperimentazione è iniziata nel 2008. Vorrei ricordare che il trial giapponese è sostenuto da 3 delle principali Università giapponesi e dal Governo, ed ha ottenuto l’approvazione solo dopo che Silvio Buzzi, convocato dal professor Eisuke Mekada, ha esposto i suoi studi ed i risultati dei suoi trials davanti alla commissione di esperti della PMDA, massima autorità nipponica nel campo della ricerca medica e farmacologica. La sperimentazione è giunta al termine della fase 1, quella che ha come obiettivo quello di accertare la sicurezza della molecola. L’obiettivo è stato pienamente raggiunto ed è stata pertanto data già autorizzazione alla fase 2, quella che deve dimostrare l’efficacia, che partirà nel 2012. Anche se non cercati, già nella fase 1 si sono comunque avuti alcuni indizi di efficacia (in termini di riduzione della massa tumorale, di calo del marker tumorale specifico e di miglioramenti di segni clinici, quali ad es. ascite e astenia).

La cura del dott. Buzzi è un vaccino, non un chemioterapico. Qual è il parere della Fondazione Buzzi sull’efficacia della radio e chemioterapia nel prolungamento dell’aspettativa di vita dei malati di tumore?

Silvio Buzzi ha sempre sottolineato che la sua non è “la cura”, ma un possibile contributo alla lotta contro i tumori. I dati dei suoi trials, pubblicati sulle massime riviste internazionali in materia, mostrano comunque una percentuale di risposte (tra complete e parziali) di poco inferiore al 50%.

Sull’ allungamento dell’aspettativa di vita legato alle terapie convenzionali esistono precise statistiche. Quello che ci sentiamo di rimarcare è la differenza nella qualità della vita consentita dai due trattamenti: il CRM197, data proprio la sua elevata specificità per le cellule malate, è quasi privo di effetti collaterali.

La ricerca scientifica, dagli inizi del Novecento a oggi, è diventata sempre più complessa: per conquistare le nuove frontiere della scienza sono oggi necessari milioni di euro di investimenti, grandi laboratori e un personale numeroso. C’è ancora spazio per quella che Buzzi definì “una ricerca scientifica fatta in casa e finanziata di tasca propria”?

No, non c’è più spazio per quel tipo di ricerca ed è forse giusto che oggi sia così, affinchè anche gli studi medici siano conformi agli elevati standard di accuratezza rigore e sicurezza a cui si ispira il progresso in ogni ambito della scienza e della tecnologia.

Quello che però deve essere ancora consentito anche “in casa” e senza appoggi è la possibilità di avere un’idea, altrimenti corriamo il rischio di sperimentazioni inattaccabili da un punto di vista formale, ma non sostenute da un’idea innovativa.

Tornano alla memoria le parole di Iohn Wu, su The Lancet (vol. 366, 2005): “Se il primo obiettivo della ricerca deve essere il più assoluto rigore procedurale, dove andranno a finire le idee nuove?”

(Fonte: fanpage.it)

Filmato integrale del convegno tenuto dalla Fondazione Silvio Buzzi lo scorso 24 settembre presso la Sala Cavalcoli della camera di Commercio di Ravenna.
Il convegno dal titolo “CRM197 Tra Oriente e Occidente: in Italia la Fondazione, in Giappone la sperimentazione” si è svolto a quattro anni dal primo (tenutosi a Ravenna nell’ottobre 2007), che faceva il punto della situazione dopo che il Dott. Silvio Buzzi era stato invitato a Tokyo dai colleghi giapponesi, e ha avuto innanzitutto l’obiettivo di continuare a condurre puntuali momenti di aggiornamento, corrispondendo a un impegno di informazione dell’opinione pubblica che la Fondazione ha preso e intende assolvere.
Il Dott. Giorgio Buzzi ha relazionato in merito all’applicazione del Crm197 in campo oncologico, mentre la Dottoressa Anna Maria Buzzi ha esposto in merito alle applicazioni in campo cardiologico concludendo poi con i risultati della sperimentazione attualmente in corso in Giappone che sono stati illustrati dai Dottori Mekada e Miyamoto.
E’ intervenuto anche il Dott. Ahmed Sohail della casa farmaceutica Novartis.
Presenti il Sindaco di Ravenna e altre personalità mediche e istituzionali.

La notizia è di quelle che fan palpitare i cuori.
Giammaria Fiorentini, lo stoico luminare che eroicamente si cimentò nella sperimentazione del CRM197 in campo oncologico, abbandona l’Ospedale San Giuseppe di Empoli per portare il suo inestimabile contributo in quel di Pesaro.
Non sono pochi i cittadini, empolesi e non, che hanno avuto a che fare con lui in merito alla cura Buzzi, a tirare un sospiro di sollievo.
La notizia che leggiamo su GoNews, magazine online della Valdelsa, è accompagnata da tanto di filmato dove, l’illustre sperimentatore e probabile collaboratore di certe industrie farmaceutiche, con aria di sufficienza commenta il suo passaggio alle corsie pesaresi, vantandosi del prezioso contributo che dice di aver dato al progresso scientifico e al rapporto umano con i pazienti in quel di Empoli.
Peccato che subito in fondo all’articolo siano apparsi commenti dei lettori che mettono seriamente in dubbio la bontà delle sue affermazioni.
Ma noi che abbiamo seguito le vicissitudini del CRM197 fin dagli esordi, noi che ormai da anni diffondiamo le verità scientifiche della Fondazione Silvio Buzzi (riportate su riviste del calibro del Lancet) siamo abituati alle chiacchiere senza capo nè coda di questo signore, che, prima di lasciare (finalmente !) il territorio empolese, non ha mancato di gettare ancora altro fango su una sperimentazione che non è mai partita e che lo ha visto protagonista solo nel suo sempre fervido impegno a boicottare, screditare, calunniare, denigrare il lavoro serio e rigoroso del Dott. Buzzi.
Perchè il sommo Fiorentini, oltre alle testimonianze relative ai suoi rapporti con i pazienti e con il denaro (come commenta in fondo all’articolo una delle lettrici di GoNews), deve fare i conti con le testimonianze dei malati o parenti di malati che nel corso degli anni lo hanno interpellato in merito alla sperimentazione del CRM197.
Rinfreschiamoci un po’ la memoria:
all’indirizzo http://www.sceltadicura.it/2-brani-estrapolati-dal-filmato è possibile ascoltare, nonchè leggere, la testimonianza della Signora Adani : “ha voluto fare lui la prima puntura a mio marito… peccato che non sappia farla, peccato che abbia sbagliato la composizione, peccato che non sapesse fare il dosaggio per cui di questa cura la maggior parte è stata inutile”).
Il Fiorentini via mail ci chiese di cancellare questa testimonianza filmata, secondo noi soprattutto perchè le parole della signora rivelavano chiaramente che lui non stava seguendo il protocollo Buzzi, ma stava andando (dobbiamo pensare intenzionalmente ?) un po’ a casaccio. Ci minacciò anche di querela ! Dato che siamo precisi, circostanziati e sempre carte alla mano, alla sua minaccia rispondemmo aggiungendo la trascrizione del discorso della signora (non fosse mai che l’audio del video non fosse chiaramente comprensibile !).
Non ricevemmo alcuna querela. Forse – pensammo – il Fiorentini ritiene che non gli convenga querelare ? Vuoi mai che qualche pignolo magistrato voglia andare a vedere DAVVERO come si è svolta questa sperimentazione ? Vuoi mai che qualche istituzione si chieda (come fece l’Associazione Scelta di Cura ai suoi esordi) quanto CRM197 gli è stato fornito, quanto ne ha effettivamente usato, dov’è il rimanente, perchè inizialmente era stata posta una data di scadenza su una sostanza che scadenza non ha, ecc. ecc. ?
Ma torniamo alle testimonianze.
Il Signor Ferrari di Rovigo ci raccontò che venne a Empoli con il figlio in fin di vita; ormai inutili le altre cure, chiese al Fiorentini in base alla legge sull’uso compassionevole di avere un po’ di CRM197. Si gettò in ginocchio, piangendo. “Mio figlio sta morendo”. L’umanissimo Fiorentini secondo le cronache rispose “Lo porti a Lourdes”.
Chi scrive questo articolo si recò da Fiorentini per il proprio padre malato, chiedendo, sempre in base alla stessa legge, del CRM197. Con me fu più sottile. Mi disse che il CRM197 doveva ancora arrivargli dall’America e che era in un laboratorio militare. Aspettai. Mio padre morì e io scoprii dopo qualche settimana che il sommo luminare il CRM197 il giorno che lo incontrai ce l’aveva e in abbondanti quantità. E naturalmente la storia del laboratorio militare era una balla (sempre carte alla mano, caro Giammaria).
Il Sig. Rondoni di Cesena ci inviò un fax, in cui ci raccontava il suo incontro con il pluripremiato scienziato e ci faceva notare come l’eroico sperimentatore della cura Buzzi parlasse male a priori del CRM197, praticamente prima ancora di cominciare la sperimentazione: “Il colloquio col Dott. Fiorentini si è protratto per oltre due ore e si è svolto nella seguente modalità: il dott. Fiorentini (..) ha ribadito dal principio alla fine del colloquio di come tutto il focus di interesse creato attorno al CRM197 sia stato generato a regola d’arte per puri scopi giornalistici (…) Dapprima ha negato la possibilità di ottenere il farmaco e ha ribadito che nessuno lo ha mai ricevuto da lui se non per la sperimentazione del tumore del melanoma, alla nostra osservazione che comunque molte persone sono guarite ci ha risposto mostrandoci con enfasi la foto di un bimbo deceduto per malattia tumorale e curato col CRM197 (…) Per tutta la durata del colloquio ci ha dissuaso anche mostrandoci la foto di un paziente e degli effetti collaterali, alcuni ponfi cutanei arrossati nell’addome (…) Ci ha anche avvisato della presenza di persone senza scrupoli che vendono CRM197 spacciandolo come avuto dal Dott. Fiorentini e per questo motivo la Finanza lo controlla” – magari ! Aggiungiamo noi (N.d.R) – Il Signor Rondoni nel fax si chiedeva inoltre: “perchè ai 15 pazienti dello studio del melanoma non è mai stata fatta (la doveva fare il Fiorentini) la ricerca del recettore HB EGF ? Nell’ambito della sperimentazione penso che questa informazione debba essere di primario interesse, eppure non sono mai state fatte queste verifiche. Al contrario la sperimentazione partita in Giappone annovera già una pubblicazione sul recettore Hb-EGF”.
La Signora Annalisa di Ravenna ci scrisse una mail: “2 persone di mia conoscenza affette da tumore erano andate da lui 20 giorni fa e a loro il Dott. Fiorentini il CRM lo da (…) Con mio grande disappunto chiedo a loro come ci sono riusciti e ho capito che le persone potenti riescono ad averlo (…) 10 giorni fa mi trovo davanti a Fiorentini a chiedere il crm per mia madre.
Lui mi risponde che ha gia’ iniziato la sperimentazione su 10 persone affette da melanoma in stadio avanzato e che non puo’ assolutamente darlo per altre patologie e mi dice anche di non credere al crm perche’ non e’ la soluzione.
gli rispondo che mi sta dicendo bugie perche’ (senza fare nomi e senza fargli vedere il foglio che lui stesso aveva scritto) a persone che conosco lui l’ha dato e non hanno melanomi”.
E che dire di quella volta che dichiarò che stava effettuando la sperimentazione in collaborazione con la Dottoressa Anna Buzzi ? Inutile dire che la dottoressa fu costretta a scrivere un’immediata smentita. E fece bene per due motivi: uno perchè non era vero. Due, pensiamo noi, perchè ne andava della di lei reputazione professionale.
Potremmo andare avanti per pagine e pagine. Con testimonianze che come le precedenti sono datate e firmate.
La domanda è sempre la stessa. Perchè assumersi l’onere della sperimentazione se si è convinti che la cura non funziona ? Che sperimentazione è se parte da un pregiudizio (dovremmo chiamarla malafede) di fondo ? E dov’è il bambino morto perchè ha usato il CRM197 ? Diciamolo ai magistrati, Fiorentini, perchè è una cosa grave (se è vera). Ma è molto molto più grave se vera non è.
La conclusione è la solita.
Noi non ce l’abbiamo poi personalmente col Fiorentini, no.
L’illustre tuttoncologo ci fa anche un po’ ridere. Perchè non ha ancora capito che c’è il web e i cittadini, malati e non, possono informarsi, e quando qualcuno vuole fare il furbetto, magari perchè un certo farmaco costa poco o nulla e niente ne cale in saccoccia alle aziende farmaceutiche e ai loro galoppini, viene subito scoperto e denunciato.
Per quanto riguarda la sperimentazione, sarà quella giapponese del Dottor Mekada a dare le vere risposte. Sarà il lavoro serio e costante della Dottoressa Buzzi e della sua famiglia a smentire i calunniatori.
Sarà l’impegno di questa Associazione a smascherare certi atteggiamenti che si potrebbero definire mafiosi, a difendere la memoria e l’opera del Dott. Buzzi.
Sarà forse la magistratura (magari proprio su richiesta della nostra Associazione) a valutare i risultati della sperimentazione del Dottor Fiorentini (quando uscirà e se uscirà. E’ dal 2005 che dice che sta sperimentando e che presto avremo i risultati).
Caro Giammaria, sappia che a dispetto del fango che cerca di gettare addosso al lavoro per cui Silvio Buzzi ha speso una vita, ora esiste una Fondazione Silvio Buzzi che ne continua l’opera e ne diffonde le ricerche, una città – Ravenna – che lo stima e lo ricorda, studi e sperimentazioni vere sull’applicazione del CRM197 in campo oncologico, di cui presto usciranno i risultati (i giapponesi sono un po’ più puntuali di lei !).
Lei dice che il CRM197 “potrà servire a qualcos’altro”.
Beh, finora a qualcos’altro è servito.
A far venire su il marciume di certi ambienti medici e farmaceutici che non si curano del malato, ma di altri interessi, puramente economici.
Lei però stia tranquillo, Fiorentini.
La terremo sempre informato.

Thomas Pistoia

P.S.: ribadiamo che esiste la documentazione integrale scritta e firmata dai protagonisti di tutte le testimonianze e dei fatti riportati in questo articolo.

Quella tossina multiuso

posted by admin
lunedì, gennaio 3, 2011

Il settimanale Oggi ha intervistato la Dottoressa Anna Buzzi sul CRM197 e le sue possibili applicazioni in campo oncologico e cardiovascolare.

La Dottoressa ha fatto il punto sullo stadio attuale della ricerca per l’uso del CRM197 come anti tumorale, ricordando come permanga in Italia il consueto disinteresse verso questa terapia a seguito della mai cominciata e mal gestita sperimentazione di Empoli.

Per fortuna, ha aggiunto la figlia del Dottor Buzzi, prosegue, e con risultati sempre più incoraggianti,  la sperimentazione giapponese: occorre però tenere sempre presente che il CRM197 non è un chemioterapico, ma un vaccino, da applicare quindi come immunoterapia.

Notevole interesse stanno suscitando anche le ricerche in campo cardiovascolare che stanno rivelando come il CRM197 possa essere un vero e proprio “killer dell’aterosclerosi”.

Cliccando sul link sottostante è possibile scaricare l’articolo pubblicato da “Oggi”.

Scarica l’articolo

Ravenna: l’interrogazione al consiglio di Gianguido Bazzoni

posted by admin
mercoledì, agosto 18, 2010

Intervista al consigliere regionale Gianguido Bazzoni esponente del PDL, che ha presentato un’interrogazione al consiglio chiedendo ‘il giusto riconoscimento a un ravennate (il dottor. Silvio Buzzi) che per 40 anni ha studiato per combattere il cancro’.

(Fonte: Ravenna Web Tv)

Il dottor Buzzi, le sue ricerche, il suo contributo alla lotta contro il cancro: che cosa farà la Regione perché non si perda un tale patrimonio? La risposta la chiede con un’interrogazione alla giunta di viale Aldo Moro il consigliere regionale del Pdl Gianguido Bazzoni.

Nell’interrogazione Bazzoni ricorda che “il dottor Silvio Buzzi è stato un neuropsichiatria molto noto a Ravenna, che per 40 anni si è dedicato a condurre a proprie spese e senza alcun tornaconto personale ricerche oncologiche.

Da un’intuizione casuale, agli inizi degli anni ’60, il dottor Buzzi ha iniziato a studiare il potenziale antineoplastico di una sostanza naturale, la Tossina difterica, sostituita in anni recenti da una versione del tutto priva di tossicità, il CRM197. La molecola, testata su centinaia di pazienti oncologici, per la maggior parte in stadio avanzato, si è dimostrata estremamente tollerabile e utile, con un’alta percentuale di risposte parziali e di risposte complete”.

“Recentemente – spiega il consigliere regionale – è emerso un secondo ed altrettanto importante possibile impiego di questa sostanza che è risultata molto utile nel trattamento della placca aterosclerotica, condizione che è alla base dell’infarto miocardico e dell’ictus”.

“Eppure, nonostante varie pubblicazioni su riviste prestigiose tra le quali Cancer Research (1973-74-82), Lancet (1974), Cancer Immunology Immunotherapy (2004), Therapy (2004-2007), i risultati ottenuti dal dottor Buzzi non sono stati presi seriamente in considerazione, né finché lui era in vita né successivamente. Nel 2007 un gruppo di scienziati giapponesi, dell’università di Osaka e di Fukoka, formato da medici, biologi e farmacologi e guidato dal professor Eisuke Mekada, riconosciuto come la massima autorità mondiale in campo di CRM197, è venuto in Italia per incontrare il dottor Buzzi;  dal 2008 infatti in Giappone è in atto una sperimentazione con applicazione del CRM197 sul carcinoma ovarico, con risultati molto promettenti, alcuni dei quali già pubblicati”.

Bazzoni ripercorre poi le tappe della ricerca Buzzi in Italia dove “l’unico tentativo di sperimentazione è stato avviato nel 2007 all’ocarcinoma ovaricoi: di essa non si hanno notizie e sembra, da testimonianze raccolte dai pazienti dai familiari del dottor Buzzi, sia che questa sia andata avanti seguendo un protocollo differente da quello previsto o, peggio ancora, sia stata gestita in maniera improvvisata.

Nonostante questo – prosegue il consigliere – i familiari del dottor Buzzi hanno avviato, pur tra mille difficoltà, le procedure presso l’Istituto Superiore di Sanità per chiedere che sia valutato un protocollo che prevede la sperimentazione clinica del CRM197 su pazienti portatori di placca aterosclerotica, ora si è in attesa della disponibilità formale a concedere la sostanza da parte di Novartis, azienda farmaceutica che già lo produce  per i vaccini”.

Con l’interrogazione il consigliere chiede alla giunta “come intenda interessarsi circa l’esito della sperimentazione avviata ad Empoli, quali risultati essa abbia dato, come sia stata seguita, se sia stata realizzata nel rispetto del relativo protocollo e se l’ospedale di Empoli sia ancora in possesso di dosi del CRM197.

Si chiede altresì se non ritenga che, essendo il dottor Buzzi cittadino ravennate e date le eccellenze che in tema di oncologia si vogliono sviluppare in Emilia Romagna, non sia opportuno che la Regione si adoperi per riportare nel nostro territorio una ricerca che ha già dimostrato di dare risultati promettenti, tanto che in Giappone è tuttora in corso la sperimentazione già avviata da due anni, dando così agli studi del dottor Buzzi il giusto riconoscimento, sia nella nostra regione che in Italia”.

(Fonte ravennanotizie.it)