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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

(Anna Maria Buzzi)

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"Ma mi fa più male che il cancro sia il più grosso affare economico del secolo..." (Giorgio Gaber)

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E’ di ieri la notizia della nascita ufficiale della Fondazione Buzzi, che avrà lo scopo di diffondere e coltivare il ricco patrimonio di dati che il Dottor Silvio Buzzi ha prodotto nei molti anni dedicati alla ricerca sulle applicazioni del CRM197 in ambito oncologico. La Fondazione inoltre promuoverà la ricerca attraverso l’istituzione di borse di studio che approfondiscano i  campi di applicazione della proteina CRM197.

L’Associazione Scelta di Cura si annovera con orgoglio e commozione tra  i soci promotori e fondatori della Fondazione, insieme ai figli e agli amici del Dottor Buzzi e a una serie di istituzioni e imprenditori del ravennate.

Ovviamente giunge da parte nostra un affettuoso augurio in particolare alla Dottoressa Anna Maria Buzzi, presidentessa della Fondazione.

A soci e simpatizzanti della nostra associazione comunichiamo la nostra intenzione di proseseguire da oggi con rinnovato impegno verso gli obiettivi che ci siamo proposti.

Questo nuovo traguardo è un altro passo importante verso l’attenzione e il rispetto che la ricerca del Dott. Buzzi sul le applicazioni del CRM197 in campo oncologico ha sempre meritato.

Per noi e per i nostri malati.

Thomas Pistoia

Di padre in figlia.

posted by admin
sabato, agosto 1, 2009

Comunichiamo ai soci, ai malati, a tutti i simpatizzanti che la Dottoressa Anna Maria Buzzi, figlia di Silvio e da sempre Sua collaboratrice e compagna di ricerche, ci ha confermato che proseguirà il lavoro del padre.

Il nostro impegno civile e la nostra attività di diffusione dunque non terminano con la morte di Silvio, ma proseguono, al fianco di Anna Maria, ancora più imperterrite e determinate.

La storia del CRM197 continua nel nome di Silvio Buzzi.

Thomas Pistoia

Lettera Aperta al Ministro Sacconi

posted by admin
giovedì, ottobre 30, 2008

Sig. Ministro,

il mio nome è Giovanni Rossi sono il presidente dell’ Associazione Scelta di Cura o.n.l.u.s. di Salerno.

E’ già da lungo tempo che cerchiamo di sensibilizzare il Ministero della Salute riguardo una delle questioni a cui dedichiamo quotidianamente il nostro impegno.

Oggi Le scriviamo con la speranza di ottenere finalmente tramite Lei la giusta attenzione.

Chi Siamo? Un nutrito gruppo di persone che vive o ha vissuto con un compagno di vita che non ha mai scelto. Una presenza orribile un giorno ha aperto la porta delle nostre case e ha violato le nostre esistenze.

Il Cancro.

Siamo persone che hanno perduto i loro cari.

Siamo malati abbandonati in attesa di morire.

Ma non è per commuoverLa che Le scriviamo.

Abbiamo letto su diversi quotidiani che Lei ha conosciuto il nostro stesso dramma. Sappiamo che un giorno l’alito gelido della malattia ha penetrato anche la Sua casa.

Da qui Le giunga, immediata, la nostra solidarietà.

Nessuno meglio di noi La può capire. Nessuno meglio di noi sa cosa significa sentire un medico pronunciare (a volte senza nemmeno tanta delicatezza) la drastica sentenza.

E’ la morte che si affaccia sull’uscio, la morte che da quel giorno comincia a camminarci accanto.

Accogliamo con sollievo la notizia che lei stesso riporta nelle Sue interviste, secondo la quale almeno nel Suo caso la malattia è stata fermata, sconfitta.

Ne siamo felici. Perchè gli uomini di governo quando condividono con la gente comune un problema, un dramma, una tragedia uscendone vincitori fanno il bene di tutti.

Perchè dopo aver patito possono comprendere.

Lei ora a differenza di altri Suoi colleghi ha un’arma in più, perchè può dire a tutti:

“io so cosa significa, ci sono passato”.

Lei ha un’arma in più. Può aiutarci a cambiare le cose.

La nostra attività ci consente di venire a conoscenza di quelle ricerche, scoperte, intuizioni che sembrano aprire nuovi orizzonti sulle possibilità di cura.

E’ un’attività molto delicata, la nostra. Perchè dobbiamo discernere i veri medici dai ciarlatani, le ricerche condotte con serietà da quelle che mirano solo a un riscontro economico.

Lo facciamo.  Nel nome dei nostri amati cari che non ci sono più.

Il nostro impegno infatti si basa su dei postulati che riteniamo sacri: l’art. 32 della nostra Costituzione, che deve essere letto in relazione all’art. 13 (“la libertà personale è inviolabile”) e il Comma 5 lettera C della Dichiarazione di Helsinki dell’Associazione Medica Mondiale (quest’ultima recita:“Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi dovrebbero essere fatti oggetto di una ricerca designata per valutare la loro sicurezza ed efficacia. In tutti i casi, le nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno, pubblicate..”.

Per questo oggi La contattiamo.

Per segnalarLe la scoperta del Dott. Silvio Buzzi di Ravenna in merito alle proprietà antitumorali del CRM197, una variante non tossica della difterite.

Non Le chiediamo sussidi per una ricerca, questa è stata gia affrontata dal dottor Buzzi con il sacrificio, non solo economico, suo e dei suoi familiari.

I risultati dei suoi studi sono stati premiati dalla comunità scientifica internazionale con le pubblicazioni delle sue scoperte su prestigiose riviste oncologiche.

Il CRM197 è una molecola senza un padre e un padrone, senza un brevetto, viene impiegata da oltre un decennio nella immunoprofilassi obbligatoria, sui nostri figli, Signor Ministro, neonati di due mesi di vita.

E’ possibile che una molecola utilizzata sui neonati di tutto il mondo occidentale, da oltre un decennio, possa essere un pericolo per la salute dei malati di cancro, ed anche di quelli terminali ?

Questa molecola inoltre non è riconosciuta dalla farmacopea come un farmaco, non è riconosciuta neppure come un farmaco orfano, da sola non la si trova in farmacia, eppure la producono in quantità industriali, sempre e solo per i vendutissimi vaccini, anche da noi presso la sede italiana della svizzera Novartis.

A proposito sembrerebbe che il CRM197 abbia un costo molto contenuto e in periodi di recessione economica, un risparmio di diversi miliardi sulla spesa sanitaria è bene sia tenuto presente.

Sicchè la molecola da sola, non suscita interesse.

Lei sa bene Signor Ministro quali e quanti interessi dovrebbero intervenire nel far inserire una molecola nell’elenco dei farmaci commercializzabili. Noi tutti abbiamo ancora un ricordo vivissimo dei lingotti d’oro trovati dalla Guardia di Finanza nel sofà di chi era preposto a quell’elenco.

Noi Le chiediamo semplicemente che ai malati di cancro, in sintonia con il proprio medico e nel rispetto della vigente regolamentazione, venga permesso di sottoporsi alla terapia con il CRM197, trattamento che, secondo il protocollo elaborato dal dott. Buzzi, non ha preoccupanti effetti collaterali avversi, slegando così la voglia di sopravvivere di queste persone dalla matassa burocratica che avvolge oggi la cura sperimentale in Italia.

Noi chiediamo che le Istituzioni intervengano laddove l’interesse di una casa farmaceutica non coincide con il bene pubblico.

Sappiamo come funziona una azienda; ci sono i bilanci: entrate, uscite, profitti e perdite. Non si trovano altre voci. Non sono contemplate voci come guarire (contrapposte all’odierno curare all’infinito). Voci come dare una speranza a chi è abbandonato al suo destino.

Oltretutto le proprietà antitumorali del CRM197 scoperte dall’italianissimo dott. Buzzi sono state ritenute valide dall’equivalente ministro della salute giapponese che dopo averlo convocato e sentito a Tokyo, ha finanziato ed autorizzato una sperimentazione partita ormai lo scorso dicembre in ben tre cliniche universitarie, sulle donne affette da carcinoma ovarico metastatizzato.

E in Italia ? Lasciamo perdere e soprattutto lasciamo che la magistratura faccia il suo corso.

A tal proposito, Le chiediamo di intervenire urgentemente e di non permettere a personaggi senza scrupoli e soprattutto senza coscienza di infangare una intera categoria di persone che indossano il camice con professionalità, umanità e passione.

Signor Ministro, il nostro obiettivo non è certamente quello di voler ostacolare le altre strade terapeutiche.

Noi vogliamo che siano prese seriamente in considerazione tutte le possibili e serie terapie, vogliamo che contro il cancro sia utilizzata senza pregiudizi, senza remore alcuna, ogni possibile arma.

Non vogliamo pensare che nel nostro paese gli interessi di pochi e in particolare, interessi di stranieri, possano impedire il libero cammino di una terapia che può contribuire a salvare molte vite umane, le vite dei nostri bambini, di giovani madri, dei nostri cari.

Sui nostri siti www.crm197.it e www.sceltadicura.it potrà trovare ulteriori informazioni sulle vicissitudini legate al CRM197 e sulle nostre iniziative.

Potrà notare che sulla home page dei nostri siti web compare la Sua effigie seguita da un nostro  accorato appello: “La Turco ci ha ignorati. Ministro Sacconi Lei ci ascolterà?”

Desideriamo incontrarLa, farLe incontrare il Dott. Buzzi. A Suo tempo il Dottore fu già ricevuto dal Ministro Storace ma gli eventi politici interruppero questa prima, favorevole, presa di coscienza delle istituzioni.

Il Ministro Turco non ha avuto in seguito la sensibilità necessaria.

Oggi chiediamo a Lei di aiutarci ad aiutare i malati.

Oggi le chiediamo di prestare attenzione a una terapia che forse non è la soluzione definitiva, ma certo è un notevolissimo passo avanti, una efficace alternativa.

Perché Lei può dire a tutti: “io so cosa significa, ci sono passato”.

Perché Lei, ora, può aiutarci a cambiare le cose.

Giovanni Rossi

Presidente dell’ Associazione

Scelta di Cura ONLUS

Effetto Collaterale Giammaria Fiorentini (Corrsera 5 ottobre 2008)

posted by admin
domenica, ottobre 5, 2008

Leggiamo insieme l’articolo del Corriere della Sera del 5 ottobre 2008 (clicca qui) .

“I primi risultati delle sperimentazioni sono contrastanti”.

Eh sì, perchè è avvenuto quello che avevamo previsto.

Gli studi giapponesi, con la dovuta e fisiologica prudenza dei ricercatori (Mekada docet), evidenziano sulle pazienti trattate dei miglioramenti importanti. Non ancora guarigioni, certo (quelle sono già avvenute in passato in altri casi e le abbiamo peraltro documentate con rigore), ma la sperimentazione nipponica non è ancora terminata e chi segue le vicende del CRM197 da tempo non può che aspettarsi in futuro ulteriori dimostrazioni dell’efficacia della terapia (o perlomeno dati scientifici certi e affidabili).

Quelli del Dott. Fiorentini, al contrario, evidenziano “effetti collaterali anche severi” (su una molecola utilizzata su scala mondiale per creare vaccini ? Allora siamo  tutti in pericolo! Anche i nostri bambini ! Grazie Dottore, per averci avvisati !).

I casi sono due. O uno dei due medici è ubriaco, oppure potremmo pensare che qui in Italia l’Aifa ha assegnato la sperimentazione del CRM197 alla persona sbagliata.

Difficile si tratti di abuso di alcolici, perchè come dicevano i latini “in vino veritas”. Dunque se il luminare italiano fosse ubriaco non potrebbe esimersi dall’aggiungere alle dichiarazioni rese al giornalista del Corriere anche alcune verità inquietanti testimoniate da molti pazienti (alcune già riportate dal nostro sito).

Possiamo ritenere che la sperimentazione empolese sia stata effettuata con la dovuta accortezza di fronte a dichiarazioni scritte e filmate di pazienti che riportano TUTTI le stesse denunce?

  1. Il Dott. Fiorentini dice ad alcuni di non avere il CRM197. Ad altri lo somministra anche al di fuori del protocollo.

  2. Il Dott. Fiorentini dice di non credere nel CRM197

  3. Il Dott. Fiorentini sostiene che l’attenzione creata intorno al CRM197 è stata creata per puri scopi giornalistici

  4. Il Dott. Fiorentini dopo una prima somministrazione ha tardato nel proseguire la terapia su di me o su di un mio parente (come riferito ad es. in questa testimonianza )

  5. Il Dott. Fiorentini dice di non aver mai letto il protocollo scritto per lui dal Prof. Buzzi

  6. Il Dott. Fiorentini sostiene che la sperimentazione la fa lui perché “Aviano si è tirato indietro” (Tirelli nell’articolo dice il contrario)

  7. Il Dott. Fiorentini mi ha mostrato la foto ricordo di un bimbo deceduto per malattia tumorale e curato col CRM197 (!!!!)

E ci fermiamo qui, tanto è già sufficiente. Il resto è comunque a disposizione di tutti (soprattutto della magistratura).

Chiediamo dunque all’AIFA: come si può essere certi della veridicità di una sperimentazione condotta in questo modo?

E’ questo il ricercatore, il luminare, che dovrebbe stabilire se il CRM197 funziona oppure no?

Come mai Mekada sperimenta e Fiorentini si limita (a quanto pare) a parlar male ?

Fermo restando il diritto del Dott. Fiorentini di non credere in questa terapia, una sperimentazione di questa importanza non dovrebbe essere affidata a un medico imparziale che la affronti con il dovuto rigore scientifico?

A chi fa comodo che la sperimentazione sia portata avanti (a questo punto si fa per dire) da Fiorentini?

No, signori, così non va. Ora ve lo diciamo noi qual è l’unico vero effetto collaterale del CRM197.

Il CRM197 minaccia di distruggere il cancro più diffuso in Italia.

L’interesse economico.

E se c’è qualcuno che preferisce tutelare l’interesse economico a scapito della salute della gente, questo qualcuno va RIMOSSO. E subito.

Prima che i danni già enormi diventino, per tutti, incalcolabili.

All’AIFA l’ardua sentenza…

Per la nostra associazione la parola d’ordine è sempre la stessa:

denunciare, denunciare, denunciare

C’è del marcio nell’AIFA?

posted by admin
sabato, maggio 24, 2008
La notizia della bufera giudiziaria abbattutasi sull’AIFA non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c’è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
Sì, certo che lo sappiamo. E’ una storia che noi del CRM197 conosciamo fin troppo bene,

Lobby farmaceutiche ed oncologiche hanno deciso che no, la terapia del Dott. Buzzi non conviene, non rientra nel business, non porta ricchezza.
E allora morite gente! Morite o assistite inermi alla morte dei vostri cari, alle loro chemio e radioterapie spesso inutili e devastanti, che ve li riducono a scheletri, ad amebe, a esseri irriconoscibili, alieni che viaggiano veloci da questo all’altro mondo.

E’ il mercato del farmaco, signori. Una storia che in italia si ripete periodicamente. Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.

Non ci sono colpevoli senza tre gradi di giudizio, va bene, Ma in una società in cui almeno a parole c’è la libertà di pensiero, beh, lasciateci liberi di pensare che Guariniello ha trovato del marcio nell’AIFA e nei suoi rapporti con le case farmaceutiche; lasciateci liberi di credere fermamente che il CRM197 è ignorato, boicottato, eliminato (perlomeno in Italia) da ogni protocollo di sperimentazione onesto e serio, perchè ci sono interessi che sarebbero seriamente danneggiati dalla sua diffusione.

No, quale stupore. Ci stupiamo caso mai che qualcuno abbia avuto il coraggio e le palle di denunciare. Ci stupiamo che i media in un modo o nell’altro ne abbiamo parlato almeno una volta.
Ci stupiremo senz’altro se qualcuno verrà condannato, se qualche casa farmaceutica pagherà finalmente il fio dei suoi delitti.

Il marcio ogni tanto viene a galla, ma i criminali che lo producono pensano che la puzza qui in superficie non si senta, pensano che noi non ci si faccia caso.

Grazie a Guariniello per aver spruzzato nell’aria un po’ di deodorante.
Un profumo breve ma intenso.

Di speranza e giustizia.

Un’essenza che auspichiamo cominci ad aleggiare presto anche intorno a certi primari di oncologia empolesi e a qualche comitato etico fiorentino

Thomas Pistoia

Guarda chi si vede: il Ministro Turco!

posted by admin
mercoledì, ottobre 31, 2007

Incredibile: durante l’annunciato dibattito del 27 Ottobre presso l’Hotel Jolly di Ravenna alla presenza del Dott. Buzzi, dell’On. Brusco e degli organizzatori del circolo “Ravenna delle Libertà”, Maurizio Bucci e Chiara Pocaterra, è spuntato un fax del Ministro Turco.

Finalmente! No, calma, precisiamo. Il merito è dell’amico Daniele che è riuscito ad invitare il ministro all’incontro solo grazie all’interessamento del Maestro Andrea Bocelli. Il fax della Turco è infatti indirizzato al grande cantante, non direttamente ai protagonisti dell’evento.

Il Ministro, dunque, non ha partecipato al dibattito, non è venuta. Da notare nel suo fax (che potete visionare cliccando QUI ) una frase che ci siamo premurati di sottolineare: secondo il Ministro il Dott. Buzzi potrà trovare “interlocutori attenti” presso il Ministero della salute e presso l’AIFa. Peccato che nel maggio 2006 il dottore sia già stato ricevuto da questi signori nella hall dell’Hotel Ambasciatori a Roma(?). Peccato che sia stato poi convocato nell’aprile scorso dall’AIFa. Peccato che nella prima occasione gli sia stata proibita ogni altra attività col CRM197 e che nella seconda gli sia stato intimato di non parlare più con i media e con noi del Comitato.

Peccato, infine, che lui, unica persona veramente competente della materia, sia stato escluso da ogni attività di sperimentazione.

E’ ormai chiaro che, come accadeva nei cartoons che guardavamo da bambini alla TV, tocca ancora una volta agli Ufo Robot giapponesi l’arduo compito di arrivare per primi a salvare l’umanità.

Belle parole quelle del Ministro Turco. Speriamo che adesso, finalmente, giungano i fatti.

Thomas Pistoia

Clicca qui per leggere l’articolo del “Resto del Carlino” sul dibattito del 27 ottobre.

English Version

posted by admin
mercoledì, agosto 1, 2007

A promising therapeutic agent

The CRM197 (Cross-reacting material 197) pertains to a group of mutant diphtheria toxins obtained in the early 1970s from strain of Corynebacterium diphtheriae lysogenized with β-phages carrying a mutated tox gene.

[Uchida T, Pappenheimer AM Jr, Greany R (1973). Diphtheria toxin and related proteins. I. Isolation and properties of mutant proteins serologically related to diphtheria toxin. J Biol Chem 248: 3838-3844]

It is completely non-toxic, shares the strong immunogenicity of the native molecule and has a unique ability to link heparin-binding epidermal growth factor (HB-EGF), the specific cell membrane receptor for diphtheria toxin (DT).

The CRM197 receptor is HB-EGF, a member of the EGF receptor. HB-EGF is overexpressed in the uterus during blastocyst implantation, in would healing, in many tumors and in cells of the atherosclerotic plaque.

[Raab G, Klagsbrun M: Heparin-binding EGF-like growth factor. Biochim. Biophys. Acta 1333, 179-199 (1997)]

The CRM197 has an activity to inhibit the binding of HB-EGF to EGF receptor by binding to an EGF-like domain in soluble and non-soluble (membrane-anchored) HB-EGF. A receptor binding domain in diphtheria toxin is involved in this binding.

The CRM197 is currently used as a carrier for infantile vaccines (see, in particular, Bartolozzi G, Rappuoli R.. I vaccini, UTET, 2001. pp 114, 164)

The CRM197 showed a significant anticancer activity in humans.

[Buzzi S, Rubboli D, Buzzi G, et al,: CRM197(non toxic diphtheria toxin):effects on advanced cancer patients Cancer Immunol. Immunother. (2004) 53-1041-1048 ]

Buzzi S, Rubboli D, Buzzi G. et al,: CRM197 and cancer: effects of intratumoral administration Therapy (2004) 1(1), 61-66

Miyamoto S, et al., Heparin-binding EGF-like growth factor is a promising target for ovarian cancer therapy. Cancer Research, 2004, 64(16) 5720-5727]

The CRM197 showed to be a promising agent therapy for the reduction of atherosclerotic plaques.

[Buzzi S, Buzzi G, Buzzi A, et al., CRM197: reduction of atherosclerotic stenoses in carotids of three elderly patients. Therapy (2007) 4(3), 293-298]

Dr. Buzzi has registered an international patent for therapeutic use on plaques atherosclerotic.

Our aim is to promote the application of CRM197 in the clinical field, considering the important and promising results obtained by Dr. Silvio Buzzi.

Bibliography and Scientific Publications click here

Silvio Buzzi MD, Giorgio Buzzi MD, Anna Maria Buzzi MD,

Tris Medical Center, via G. Felisatti 49, 48100 Ravenna, Italy

Tel: +39 0544 31806  e-mail:  silviobuzzi@racine.ra.it    gbuzzi@linknet.it

Author: President, Associazione Scelta di Cura ONLUS

Mr. Giovanni  Rossi

My  Toxin  can  kill  cancer …

Text by Edoardo Rosati.

Translation by Alison Raco and Daniele Calisesi.

It often happens that it is the people in the country that you are born that prove deaf to your voice.

In fact, there is much truth in the old saying, “Nemo est propheta in patria”. Dr Silvio Buzzi is an unheeded prophet, both in the laboratory and in life. This is the story of someone who for 30 years, both as a scientist and as a man, has pursued a bold and powerful idea. It is an almost heretical idea for many within the great scientific community: to unleash against cancer the diphtheria toxin.

But “heresy” means “making one’s own choice”. Buzzi chose not to let himself be conditioned by conventional thinking. The thousand tales of desperate people who have turned up in Buzzi’s surgery, either by chance or through word-of-mouth, appear to prove him right and these tales are reinforced by the attention he has received from highly authoritative scientific journals in North America. It really does seem that the alien invader, the cancerous mass, has a low tolerance for the poison produced by the diphtheria bacterium. What was it that inspired this doctor from Ravenna to use a biological poison to contain the growth of tumours? “There was a phenomenon that always used to amaze me”, relates the 76 year old Dr Buzzi: “the hopeless cases, patients the doctors had given up on who inexplicably recovered after operations where nothing was done but cut open and sewn up again”.

Silvio Buzzi remembers his early years in Bologna, just freshly graduated and working in a Ravenna clinic, a converted block of flats. “Here, the Big Boss used to say to me, in relation to those strange (if temporary) recoveries of cancer patients: “Who knows …maybe the ‘breath of fresh air’ received by the viscera when the abdomen was opened up harmed the tumour in some mysterious way …”. Buzzi, however, never uses the expression “in some mysterious way”. “It’s true that there were only a few dozen of these peculiar cases reported in medical and scientific literature worldwide. But I really felt it was absolutely necessary for someone to make an effort to decipher them”. By now you know who that someone was.

A flash of insight came one morning: “I was in the operating theatre. People were getting ready to operate. The talcum powder, sprinkled in the rubber gloves to make them slide on, wafted in the air, forming a fine, visible haze under the glare of the lights. For a few minutes, the air around us was polluted. The tiny particles of talcum powder had contaminated it. And I had noticed it …”. The suspicion then arose that some micro-organism could pollute the operating room, could silently infect the surgical incisions.

In so doing, it could trigger an unforeseeable, hidden and positive immune response in the patient’s body … But the question was: could the regression of reliably-diagnosed cancerous masses derive from an accidental, unrecognised infection? This is the query that has animated Silvio Buzzi’s entire life.

While searching for the phantom, healing “germ”, he directed his attention one day to diphtheria. “It’s a serious, infectious disease, caused by the action of a toxin produced by a bacterium that is transmitted aerobically”, explains Buzzi. It is a powerful, toxic substance but one capable of evoking a huge response from the immune cells.

In fact, when someone is fighting diphtheria, there is an enormous increase in the number of white blood cells. Well, thought Buzzi, if that toxin is appropriately weakened, couldn’t it lead the body defence army against the anarchic cells of the enemy cancer?

These were questions never far from Buzzi’s thoughts over the years, even though his chosen career was that of a neurologist and psychiatrist.

However, from 1971, using whatever spare time life in his small province allowed him, in the narrow confines of the attic of his home converted into an animal laboratory and supported by the determination of his biologist wife, Luciana, he began a huge project using rats (and rabbits), injecting them with micro-doses of  the diphtheria toxin. Tests, checks, analyses, confirmations … and  something happened: the growth of solid tumours in the rodents treated with the poison was consistently blocked. It was an achievement that ended up in the (1973) Cancer Research journal. “From the halls of international medicine, we received only displays of curiosity”, recalls Buzzi. “There were no requests for closer collaboration. From Italian oncologists? An embarrassing silence. Our idea was too far removed from the preferred lines of research.”

His suspicions changed to certainty in the years to come when Doctor Silvio’s  determined research became more refined. Now it involved the living reality of his patients. “I subsequently worked with a mutated diphtheria toxin, the CRM197. A “false” poison, which is a totally non-toxic substance but one just as capable of generating a robust immune response and linking to a specific target covering the surface of the tumour cells”.

What did Dr Buzzi find? “We gave the protein subcutaneously to a group of patients with advanced tumours and we then treated a number of other patients by injecting the toxin directly into the cancerous mass. Despite the poor general condition of most of the people involved, CRM197 had a very promising anti-cancer effect. Direct inoculation, on the other hand, clarified what phenomena were triggered off by the toxin in the malignant lesion: a massive influx of leucocytes and white blood cells. These are generators of enzymes and free radicals that end up damaging the cancerous cells”.

All this is documented: all the results were published (2004) in the journals Cancer Immunology and Immunotherapy and Therapy. It’s the final chapter in the exhausting adventure story of Buzzi’s endeavours. Or is it? Like all “prophets” unheeded in their country of origin, Buzzi and his staff were noted on the Internet by a team of Japanese scientists from three distinguished universities and have now been invited to participate in an extremely rigorous human study. “They have told me that they already have the ministerial funding. But we’ll now step aside”, declares the doctor with ironic bitterness: “we’ll hand over to our Japanese colleagues all our work in relation to the diphtheria toxin and CRM197 but we won’t be participating actively in the tests. A gift for foreigners … the price to pay in order to see my idea fully developed”.

Besides, the Buzzi family is tired: Silvio, Luciana, their children Annamaria, Giorgio and Silvia (children who have contributed to their father’s research: the first two as doctors and Silvia as a mathematical expert) have worked surrounded by general indifference (and light years away from the operations of university fiefdoms) to the point of physical and mental exhaustion.

We asked Buzzi: “What are you expecting from your work?” “I’m not looking for any limelight in television studios. That’s not where science is carried out. I embraced an idea. It is a possible further line of research in the daily battle against cancer. It was an intuition that, despite the material and economic limitations with which it has been developed, still generated some good: the official American journals that have welcomed my work  but above all, the people who were given an inauspicious diagnosis who are still here to smile at me, 10-15 years after a medical sentence against which no appeal seemed possible”.

Buzzi does not caustically denounce academic plots and boycotts. He speaks with the gentlemanly detachment of a person who has long experienced the arduous task of living. Asked how many patients have you treated with “your” toxin, doctor, Buzzi answers, “Well, it’s not really “mine”. Do you want to know something? The Japanese were stunned to learn that none of us had ever thought about a patent. Instead, we published a detailed account of this new type of therapy which ultimately ended up preventing anyone from claiming ownership of the treatment!”

“How many patients?” “More than a thousand. But don’t ask me, for God’s sake, for survival rates and suchlike. I know perfectly well that my cases do not constitute a binding proof.

The trouble is that experimental studies that allow one to evaluate the efficacy of a specific treatment in a particular population cost money. The Japanese have not had to work as hard as us but at least they have the means available to fully weigh up our therapeutic plan”. Buzzi feels he has reached the end of his personal scientific road. He adds: “I’ll continue to follow the progress of those few cases I still have in my care but my supplies of CRM197 (that the Italian branch of the famous Californian company, Chiron, donated to me) have now almost run out. And I’m not planning on buying up any more. At this point, I want to wait for a clear result from the Japanese tests”.

Two things have recently alleviated Dr Buzzi’s discontent (once again coming from abroad, as destiny would have it …): the decision taken by the American Association for Cancer Research to welcome him as one of their more active and authoritative members. Then there is the emotional email from an American housewife, Annette, in which she confirmed with her moving testimony Dr Silvio’s “crazy idea”. Her husband, Dave’s liver, lungs and tibia were riddled with metastases, stubbornly resistant to all chemotherapy treatment. He was doomed. And, as if this wasn’t enough, two months earlier the man had contracted an unidentified infection that had forced him to be admitted to hospital. Then, the “miracle” happened.  Over time, the cancerous lesions, to the general amazement of the oncologists, melted away. In the laboratory report that had analysed his blood sample they discovered what the infection was, one word stood out: diphtheria.

CRM197 a new immunotherapy for cancer

Many years ago, diphtheria toxin (DT) showed antitumor activity in mice and in humans, but it was unclear whether this depended on the toxicity of the molecule only or on its strong inflammatory-immunological property as well. (Buzzi S., Cancer Res. 1982 May;42(5):2054-8). The same researchers, to deal with this open question, planned to treat a group of cancer patients with cross-reacting material 197 (CRM197).

CRM197 is a nontoxic mutant of DT that shares the immunological properties of the native molecule and its ability to bind to heparin-binding epidermal growth factor (HB-EGF), the specific cell-membrane receptor for DT that is often overexpressed in cancer. 25 patients with various advanced tumors who were refractory to standard therapies (23 subjects) or had refused, in whole or in part, conventional therapies (2 subjects) were treated with CRM197 injected subcutaneously in the abdominal wall, on alternate days, for 6 days. Three different dosages (1.7, 2.6, or 3.5 mg/day) were used according to the patient’s degree of immunological reactivity to DT/CRM197 (none, moderate, or high).After the first administration of CRM197, a significant increase in the number of circulating neutrophils and in the serum level of TNF-alpha was detected. Toxicities were minimal. Only patients with delayed-type hypersensitivity to DT/CRM197 had irritating skin reactions in the injection sites and a flu-like syndrome with fever. Pharmacokinetics showed a mean peak concentration (12.7 ng/ml) 12 h after the first injection and a mean half-life of 18.1 h. There were two complete and one partial responses (metastatic breast carcinoma, neuroblastoma, and metastatic breast carcinoma) lasting 4, 45+, and 15 months, respectively. Six cases of stable disease, lasting from 1 to 15 months, were also recorded. CRM197 injected subcutaneously elicited an inflammatory-immunological reaction, caused tolerable toxicities, was absorbed to a good extent into the circulatory system, and exerted some degree of biological antitumor activity. A possible role of neutrophils and TNF-alpha in the mode of action of the molecule has been hypothesized, but not yet confirmed. This interesting molecule is currently under investigation in a phase II clinical trial held in Japan by Prof. Mekada and collaborators. Results are expected impatiently in less than a year. The rational under the antitumor activity of this molecule is still to be fully elucidated. Anyway, it seems to hold the noteworthy property of reawaken the host immune system, often dormant or inefficient in cancer patients. An excerpt from Cancer Immunol Immunother. 2004 Nov;53(11):1041-8.

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