Associazione Scelta di Cura in memoria di Luigia Tortora e Tommaso Pistoia
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Giammaria Fiorentini e la sua sperimentazione scrupolosa scrupolosa…
La notizia è di quelle che fan palpitare i cuori.
Giammaria Fiorentini, lo stoico luminare che eroicamente si cimentò nella sperimentazione del CRM197 in campo oncologico, abbandona l’Ospedale San Giuseppe di Empoli per portare il suo inestimabile contributo in quel di Pesaro.
Non sono pochi i cittadini, empolesi e non, che hanno avuto a che fare con lui in merito alla cura Buzzi, a tirare un sospiro di sollievo.
La notizia che leggiamo su GoNews, magazine online della Valdelsa, è accompagnata da tanto di filmato dove, l’illustre sperimentatore e probabile collaboratore di certe industrie farmaceutiche, con aria di sufficienza commenta il suo passaggio alle corsie pesaresi, vantandosi del prezioso contributo che dice di aver dato al progresso scientifico e al rapporto umano con i pazienti in quel di Empoli.
Peccato che subito in fondo all’articolo siano apparsi commenti dei lettori che mettono seriamente in dubbio la bontà delle sue affermazioni.
Ma noi che abbiamo seguito le vicissitudini del CRM197 fin dagli esordi, noi che ormai da anni diffondiamo le verità scientifiche della Fondazione Silvio Buzzi (riportate su riviste del calibro del Lancet) siamo abituati alle chiacchiere senza capo nè coda di questo signore, che, prima di lasciare (finalmente !) il territorio empolese, non ha mancato di gettare ancora altro fango su una sperimentazione che non è mai partita e che lo ha visto protagonista solo nel suo sempre fervido impegno a boicottare, screditare, calunniare, denigrare il lavoro serio e rigoroso del Dott. Buzzi.
Perchè il sommo Fiorentini, oltre alle testimonianze relative ai suoi rapporti con i pazienti e con il denaro (come commenta in fondo all’articolo una delle lettrici di GoNews), deve fare i conti con le testimonianze dei malati o parenti di malati che nel corso degli anni lo hanno interpellato in merito alla sperimentazione del CRM197.
Rinfreschiamoci un po’ la memoria:
all’indirizzo http://www.sceltadicura.it/2-brani-estrapolati-dal-filmato è possibile ascoltare, nonchè leggere, la testimonianza della Signora Adani : “ha voluto fare lui la prima puntura a mio marito… peccato che non sappia farla, peccato che abbia sbagliato la composizione, peccato che non sapesse fare il dosaggio per cui di questa cura la maggior parte è stata inutile”).
Il Fiorentini via mail ci chiese di cancellare questa testimonianza filmata, secondo noi soprattutto perchè le parole della signora rivelavano chiaramente che lui non stava seguendo il protocollo Buzzi, ma stava andando (dobbiamo pensare intenzionalmente ?) un po’ a casaccio. Ci minacciò anche di querela ! Dato che siamo precisi, circostanziati e sempre carte alla mano, alla sua minaccia rispondemmo aggiungendo la trascrizione del discorso della signora (non fosse mai che l’audio del video non fosse chiaramente comprensibile !).
Non ricevemmo alcuna querela. Forse – pensammo – il Fiorentini ritiene che non gli convenga querelare ? Vuoi mai che qualche pignolo magistrato voglia andare a vedere DAVVERO come si è svolta questa sperimentazione ? Vuoi mai che qualche istituzione si chieda (come fece l’Associazione Scelta di Cura ai suoi esordi) quanto CRM197 gli è stato fornito, quanto ne ha effettivamente usato, dov’è il rimanente, perchè inizialmente era stata posta una data di scadenza su una sostanza che scadenza non ha, ecc. ecc. ?
Ma torniamo alle testimonianze.
Il Signor Ferrari di Rovigo ci raccontò che venne a Empoli con il figlio in fin di vita; ormai inutili le altre cure, chiese al Fiorentini in base alla legge sull’uso compassionevole di avere un po’ di CRM197. Si gettò in ginocchio, piangendo. “Mio figlio sta morendo”. L’umanissimo Fiorentini secondo le cronache rispose “Lo porti a Lourdes”.
Chi scrive questo articolo si recò da Fiorentini per il proprio padre malato, chiedendo, sempre in base alla stessa legge, del CRM197. Con me fu più sottile. Mi disse che il CRM197 doveva ancora arrivargli dall’America e che era in un laboratorio militare. Aspettai. Mio padre morì e io scoprii dopo qualche settimana che il sommo luminare il CRM197 il giorno che lo incontrai ce l’aveva e in abbondanti quantità. E naturalmente la storia del laboratorio militare era una balla (sempre carte alla mano, caro Giammaria).
Il Sig. Rondoni di Cesena ci inviò un fax, in cui ci raccontava il suo incontro con il pluripremiato scienziato e ci faceva notare come l’eroico sperimentatore della cura Buzzi parlasse male a priori del CRM197, praticamente prima ancora di cominciare la sperimentazione: “Il colloquio col Dott. Fiorentini si è protratto per oltre due ore e si è svolto nella seguente modalità: il dott. Fiorentini (..) ha ribadito dal principio alla fine del colloquio di come tutto il focus di interesse creato attorno al CRM197 sia stato generato a regola d’arte per puri scopi giornalistici (…) Dapprima ha negato la possibilità di ottenere il farmaco e ha ribadito che nessuno lo ha mai ricevuto da lui se non per la sperimentazione del tumore del melanoma, alla nostra osservazione che comunque molte persone sono guarite ci ha risposto mostrandoci con enfasi la foto di un bimbo deceduto per malattia tumorale e curato col CRM197 (…) Per tutta la durata del colloquio ci ha dissuaso anche mostrandoci la foto di un paziente e degli effetti collaterali, alcuni ponfi cutanei arrossati nell’addome (…) Ci ha anche avvisato della presenza di persone senza scrupoli che vendono CRM197 spacciandolo come avuto dal Dott. Fiorentini e per questo motivo la Finanza lo controlla” – magari ! Aggiungiamo noi (N.d.R) – Il Signor Rondoni nel fax si chiedeva inoltre: “perchè ai 15 pazienti dello studio del melanoma non è mai stata fatta (la doveva fare il Fiorentini) la ricerca del recettore HB EGF ? Nell’ambito della sperimentazione penso che questa informazione debba essere di primario interesse, eppure non sono mai state fatte queste verifiche. Al contrario la sperimentazione partita in Giappone annovera già una pubblicazione sul recettore Hb-EGF”.
La Signora Annalisa di Ravenna ci scrisse una mail: “2 persone di mia conoscenza affette da tumore erano andate da lui 20 giorni fa e a loro il Dott. Fiorentini il CRM lo da (…) Con mio grande disappunto chiedo a loro come ci sono riusciti e ho capito che le persone potenti riescono ad averlo (…) 10 giorni fa mi trovo davanti a Fiorentini a chiedere il crm per mia madre.
Lui mi risponde che ha gia’ iniziato la sperimentazione su 10 persone affette da melanoma in stadio avanzato e che non puo’ assolutamente darlo per altre patologie e mi dice anche di non credere al crm perche’ non e’ la soluzione.
gli rispondo che mi sta dicendo bugie perche’ (senza fare nomi e senza fargli vedere il foglio che lui stesso aveva scritto) a persone che conosco lui l’ha dato e non hanno melanomi”.
E che dire di quella volta che dichiarò che stava effettuando la sperimentazione in collaborazione con la Dottoressa Anna Buzzi ? Inutile dire che la dottoressa fu costretta a scrivere un’immediata smentita. E fece bene per due motivi: uno perchè non era vero. Due, pensiamo noi, perchè ne andava della di lei reputazione professionale.
Potremmo andare avanti per pagine e pagine. Con testimonianze che come le precedenti sono datate e firmate.
La domanda è sempre la stessa. Perchè assumersi l’onere della sperimentazione se si è convinti che la cura non funziona ? Che sperimentazione è se parte da un pregiudizio (dovremmo chiamarla malafede) di fondo ? E dov’è il bambino morto perchè ha usato il CRM197 ? Diciamolo ai magistrati, Fiorentini, perchè è una cosa grave (se è vera). Ma è molto molto più grave se vera non è.
La conclusione è la solita.
Noi non ce l’abbiamo poi personalmente col Fiorentini, no.
L’illustre tuttoncologo ci fa anche un po’ ridere. Perchè non ha ancora capito che c’è il web e i cittadini, malati e non, possono informarsi, e quando qualcuno vuole fare il furbetto, magari perchè un certo farmaco costa poco o nulla e niente ne cale in saccoccia alle aziende farmaceutiche e ai loro galoppini, viene subito scoperto e denunciato.
Per quanto riguarda la sperimentazione, sarà quella giapponese del Dottor Mekada a dare le vere risposte. Sarà il lavoro serio e costante della Dottoressa Buzzi e della sua famiglia a smentire i calunniatori.
Sarà l’impegno di questa Associazione a smascherare certi atteggiamenti che si potrebbero definire mafiosi, a difendere la memoria e l’opera del Dott. Buzzi.
Sarà forse la magistratura (magari proprio su richiesta della nostra Associazione) a valutare i risultati della sperimentazione del Dottor Fiorentini (quando uscirà e se uscirà. E’ dal 2005 che dice che sta sperimentando e che presto avremo i risultati).
Caro Giammaria, sappia che a dispetto del fango che cerca di gettare addosso al lavoro per cui Silvio Buzzi ha speso una vita, ora esiste una Fondazione Silvio Buzzi che ne continua l’opera e ne diffonde le ricerche, una città – Ravenna – che lo stima e lo ricorda, studi e sperimentazioni vere sull’applicazione del CRM197 in campo oncologico, di cui presto usciranno i risultati (i giapponesi sono un po’ più puntuali di lei !).
Lei dice che il CRM197 “potrà servire a qualcos’altro”.
Beh, finora a qualcos’altro è servito.
A far venire su il marciume di certi ambienti medici e farmaceutici che non si curano del malato, ma di altri interessi, puramente economici.
Lei però stia tranquillo, Fiorentini.
La terremo sempre informato.
Thomas Pistoia
P.S.: ribadiamo che esiste la documentazione integrale scritta e firmata dai protagonisti di tutte le testimonianze e dei fatti riportati in questo articolo.
L’oncologia scopre le immunoterapie
Come ci ricordano i quotidiani, l’oncologia sta facendo molti passi nella direzione delle immunoterapie. In Italia come in altri paesi.
Il concetto che è alla base di questa tendenza è:
invece di usare armi necessariamente pesanti contro i tessuti malati, con inevitabili danni anche a carico di tutti i tessuti sani, vista la non specificità dei farmaci, e con effetti spesso transitori, è meglio convogliare le difese proprie dell’organismo, contro le cellule mutate. Questo dovrebbe consentire risultati migliori , più duraturi, e meno gravati da effetti collaterali.
Si ritiene che il sistema immunitario di ogni individuo sia in grado di difendersi dalle malattie, anche dal cancro. Occorre capire come aiutare il sistema immunitario a difendersi da quelle forme di malattia, tumori compresi, che tendono a sfuggire al controllo.
In generale negli ultimi anni non solo l’oncologia, ma tutta la Medicina ha cercato di curare, quando possibile, stimolando un’azione del sistema immunitario.
I vari tentativi fatti in ambito Oncologico, certamente interessanti e promettenti, sono limitati dal fatto che le molecole responsabili dell’attivazione devono essere introdotte nelle cellule con sistemi molto sofisticati e artificiosi, rendendo difficile almeno per ora la realizzazione pratica sull’uomo.
Tra questi abbiamo:
lo sfruttamento delle cellule sentinella o dendritiche, che vengono “armate” con farmaci e così potenziate e addestrate a riconoscere cellule tumorali;
l’uso di vaccini basati su microorganismi da inserire nelle cellule tumorali e contro cui incanalare l’azione del sistema immunitario;
le modificazioni del genoma delle cellule neoplastiche o dei microorganismi stessi per ottenere (o per abbinare) una risposta immunologica contro qualche proteina tumorale.
A questo proposito, due considerazioni:
- il trattamento con CRM197 si distingue perché è l’unico in cui la molecola usata incontra sulla superficie cellulare un suo recettore specifico e vi si aggancia spontaneamente senza la necessità di interventi artificiosi. Il recettore, HB EGF, è presente infatti su tutte le cellule dei mammiferi, ma particolarmente fitto su quelle tumorali e sulle placche aterosclerotiche e consente una attivazione del sistema immunitario contro queste due entità patologiche.
- è inoltre giusto sottolineare che la “via immunologica”, proposta come percorso d’avanguardia, ultima frontiera di una ricerca che si rinnova sempre, è in realtà una strada su cui qualcuno cammina pazientemente da 40 anni, tra l’indifferenza dell’Oncologia ufficiale.
D.ssa Anna Maria Buzzi – fondazionesilviobuzzi.org
L’ Ass. Scelta di Cura tra i soci fondatori della Fondazione Buzzi
E’ di ieri la notizia della nascita ufficiale della Fondazione Buzzi, che avrà lo scopo di diffondere e coltivare il ricco patrimonio di dati che il Dottor Silvio Buzzi ha prodotto nei molti anni dedicati alla ricerca sulle applicazioni del CRM197 in ambito oncologico. La Fondazione inoltre promuoverà la ricerca attraverso l’istituzione di borse di studio che approfondiscano i campi di applicazione della proteina CRM197.
L’Associazione Scelta di Cura si annovera con orgoglio e commozione tra i soci promotori e fondatori della Fondazione, insieme ai figli e agli amici del Dottor Buzzi e a una serie di istituzioni e imprenditori del ravennate.
Ovviamente giunge da parte nostra un affettuoso augurio in particolare alla Dottoressa Anna Maria Buzzi, presidentessa della Fondazione.
A soci e simpatizzanti della nostra associazione comunichiamo la nostra intenzione di proseseguire da oggi con rinnovato impegno verso gli obiettivi che ci siamo proposti.
Questo nuovo traguardo è un altro passo importante verso l’attenzione e il rispetto che la ricerca del Dott. Buzzi sul le applicazioni del CRM197 in campo oncologico ha sempre meritato.
Per noi e per i nostri malati.
Thomas Pistoia
Di padre in figlia.
Comunichiamo ai soci, ai malati, a tutti i simpatizzanti che la Dottoressa Anna Maria Buzzi, figlia di Silvio e da sempre Sua collaboratrice e compagna di ricerche, ci ha confermato che proseguirà il lavoro del padre.
Il nostro impegno civile e la nostra attività di diffusione dunque non terminano con la morte di Silvio, ma proseguono, al fianco di Anna Maria, ancora più imperterrite e determinate.
La storia del CRM197 continua nel nome di Silvio Buzzi.
Thomas Pistoia
Effetto Collaterale Giammaria Fiorentini (Corrsera 5 ottobre 2008)
Leggiamo insieme l’articolo del Corriere della Sera del 5 ottobre 2008 (clicca qui) .
“I primi risultati delle sperimentazioni sono contrastanti”.
Eh sì, perchè è avvenuto quello che avevamo previsto.
Gli studi giapponesi, con la dovuta e fisiologica prudenza dei ricercatori (Mekada docet), evidenziano sulle pazienti trattate dei miglioramenti importanti. Non ancora guarigioni, certo (quelle sono già avvenute in passato in altri casi e le abbiamo peraltro documentate con rigore), ma la sperimentazione nipponica non è ancora terminata e chi segue le vicende del CRM197 da tempo non può che aspettarsi in futuro ulteriori dimostrazioni dell’efficacia della terapia (o perlomeno dati scientifici certi e affidabili).
Quelli del Dott. Fiorentini, al contrario, evidenziano “effetti collaterali anche severi” (su una molecola utilizzata su scala mondiale per creare vaccini ? Allora siamo tutti in pericolo! Anche i nostri bambini ! Grazie Dottore, per averci avvisati !).
I casi sono due. O uno dei due medici è ubriaco, oppure potremmo pensare che qui in Italia l’Aifa ha assegnato la sperimentazione del CRM197 alla persona sbagliata.
Difficile si tratti di abuso di alcolici, perchè come dicevano i latini “in vino veritas”. Dunque se il luminare italiano fosse ubriaco non potrebbe esimersi dall’aggiungere alle dichiarazioni rese al giornalista del Corriere anche alcune verità inquietanti testimoniate da molti pazienti (alcune già riportate dal nostro sito).
Possiamo ritenere che la sperimentazione empolese sia stata effettuata con la dovuta accortezza di fronte a dichiarazioni scritte e filmate di pazienti che riportano TUTTI le stesse denunce?
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Il Dott. Fiorentini dice ad alcuni di non avere il CRM197. Ad altri lo somministra anche al di fuori del protocollo.
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Il Dott. Fiorentini dice di non credere nel CRM197
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Il Dott. Fiorentini sostiene che l’attenzione creata intorno al CRM197 è stata creata per puri scopi giornalistici
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Il Dott. Fiorentini dopo una prima somministrazione ha tardato nel proseguire la terapia su di me o su di un mio parente (come riferito ad es. in questa testimonianza )
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Il Dott. Fiorentini dice di non aver mai letto il protocollo scritto per lui dal Prof. Buzzi
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Il Dott. Fiorentini sostiene che la sperimentazione la fa lui perché “Aviano si è tirato indietro” (Tirelli nell’articolo dice il contrario)
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Il Dott. Fiorentini mi ha mostrato la foto ricordo di un bimbo deceduto per malattia tumorale e curato col CRM197 (!!!!)
E ci fermiamo qui, tanto è già sufficiente. Il resto è comunque a disposizione di tutti (soprattutto della magistratura).
Chiediamo dunque all’AIFA: come si può essere certi della veridicità di una sperimentazione condotta in questo modo?
E’ questo il ricercatore, il luminare, che dovrebbe stabilire se il CRM197 funziona oppure no?
Come mai Mekada sperimenta e Fiorentini si limita (a quanto pare) a parlar male ?
Fermo restando il diritto del Dott. Fiorentini di non credere in questa terapia, una sperimentazione di questa importanza non dovrebbe essere affidata a un medico imparziale che la affronti con il dovuto rigore scientifico?
A chi fa comodo che la sperimentazione sia portata avanti (a questo punto si fa per dire) da Fiorentini?
No, signori, così non va. Ora ve lo diciamo noi qual è l’unico vero effetto collaterale del CRM197.
Il CRM197 minaccia di distruggere il cancro più diffuso in Italia.
L’interesse economico.
E se c’è qualcuno che preferisce tutelare l’interesse economico a scapito della salute della gente, questo qualcuno va RIMOSSO. E subito.
Prima che i danni già enormi diventino, per tutti, incalcolabili.
All’AIFA l’ardua sentenza…
Per la nostra associazione la parola d’ordine è sempre la stessa:
denunciare, denunciare, denunciare
C’è del marcio nell’AIFA?
Denaro, solo denaro. Non c’è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare assolutamente i cittadini.
Sì, certo che lo sappiamo. E’ una storia che noi del CRM197 conosciamo fin troppo bene,
Lobby farmaceutiche ed oncologiche hanno deciso che no, la terapia del Dott. Buzzi non conviene, non rientra nel business, non porta ricchezza.
E allora morite gente! Morite o assistite inermi alla morte dei vostri cari, alle loro chemio e radioterapie spesso inutili e devastanti, che ve li riducono a scheletri, ad amebe, a esseri irriconoscibili, alieni che viaggiano veloci da questo all’altro mondo.
E’ il mercato del farmaco, signori. Una storia che in italia si ripete periodicamente. Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.
Non ci sono colpevoli senza tre gradi di giudizio, va bene, Ma in una società in cui almeno a parole c’è la libertà di pensiero, beh, lasciateci liberi di pensare che Guariniello ha trovato del marcio nell’AIFA e nei suoi rapporti con le case farmaceutiche; lasciateci liberi di credere fermamente che il CRM197 è ignorato, boicottato, eliminato (perlomeno in Italia) da ogni protocollo di sperimentazione onesto e serio, perchè ci sono interessi che sarebbero seriamente danneggiati dalla sua diffusione.
No, quale stupore. Ci stupiamo caso mai che qualcuno abbia avuto il coraggio e le palle di denunciare. Ci stupiamo che i media in un modo o nell’altro ne abbiamo parlato almeno una volta.
Ci stupiremo senz’altro se qualcuno verrà condannato, se qualche casa farmaceutica pagherà finalmente il fio dei suoi delitti.
Il marcio ogni tanto viene a galla, ma i criminali che lo producono pensano che la puzza qui in superficie non si senta, pensano che noi non ci si faccia caso.
Grazie a Guariniello per aver spruzzato nell’aria un po’ di deodorante.
Un profumo breve ma intenso.
Di speranza e giustizia.
Un’essenza che auspichiamo cominci ad aleggiare presto anche intorno a certi primari di oncologia empolesi e a qualche comitato etico fiorentino…
Thomas Pistoia

















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