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"Mentre un cliclo di chemio costa diverse centinaia di Euro, un trattamento con il CRM197 non costerebbe quasi niente, forse per questo è poco appetibile per le cause farmaceutiche. Senza contare che mentre la chemio distrugge anche le cellule sane, il CRM197 si basa sulla stimolazione del sistema immunitario."

(Anna Maria Buzzi)

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"Ma mi fa più male che il cancro sia il più grosso affare economico del secolo..." (Giorgio Gaber)

Assemblea annuale dei soci 2016

posted by admin
sabato, luglio 2, 2016

L’assemblea annuale della Fondazione Silvio Buzzi si terrà martedì 12/07 alle ore 18 presso l’Hotel Oceano Mare, Punta Marina, Via Del Timone n.13.

L’ordine del giorno previsto è il seguente:

– approvazione bilancio annuale 2015;

– possibilità di rinnovare la tessera annuale “ Socio Fondazione Silvio Buzzi”;

– presentazione dello stato dell’arte sulla sperimentazione del CRM 197 nella placca e in ambito oncologico;

– aggiornamento sulla petizione promossa dal Socio Fondatore Diego Rubboli per l’attivazione della sperimentazione anche a livello locale e possibilità, per chi non lo avesse ancora fatto, della sottoscrizione della stessa.

Ringraziamo tutti i soci per la collaborazione.
Vi attendiamo.

Un cordiale saluto.

Per Fondazione Silvio Buzzi
Anna e Silvia Buzzi

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Petizione indirizzata al nuovo sindaco di Ravenna

posted by admin
lunedì, maggio 16, 2016

Il consigliere comunale ravennate Diego Rubboli, socio fondatore della nostra fondazione, ha recentemente promosso una raccolta di firme per una petizione rivolta a colui che diventerà nuovo sindaco di Ravenna, affinché, in virtù della sua posizione di massima autorità sanitaria locale, si adoperi per far sì che la nostra ASL avvii la sperimentazione del CRM197 in campo oncologico e cardiovascolare.
Riportiamo di seguito la lettera con cui comunichiamo la notizia ai soci e il testo della petizione.

“Caro Socio,
il consigliere comunale Diego Rubboli, Socio Fondatore, biologo e collaboratore storico di Silvio, ha attivato una raccolta di firme per una petizione rivolta al nuovo sindaco di Ravenna, chiunque egli sia. Poichè il Sindaco rappresenta anche la massima autorità sanitaria a livello locale, nella petizione gli chiediamo che si adoperi perchè la nostra ASL promuova la sperimentazione con CRM197 applicato al campo oncologico e a quello cardiovascolare. Ti alleghiamo il testo completo. Diego è “itinerante” e non è quindi facile dare coordinate precise su dove si trovi giorno per giorno. Tuttavia è possibile firmare la petizione presso la sede della Fondazione Silvio Buzzi, qui da noi, in via Felisatti, 49, fino al 4 giugno. Se ritieni di potere coinvolgere altre persone e raccogliere a tua volta firme, sono disponibili copie dei moduli.

Ti ringraziamo di cuore per la tua collaborazione.
Un cordiale saluto,
Per Fondazione Silvio Buzzi
Anna e Silvia Buzzi”

————————

PETIZIONE

AL SINDACO DI RAVENNA

OGGETTO: Sperimentazione clinica della terapia anti-tumorale e anti-placca aterosclerotica, ideata dal dr. Silvio Buzzi, con utilizzo del CRM197 mutante atossico della Tossina Difterica.

I sottoscritti cittadini
chiedono al Sig. Sindaco del comune di Ravenna in qualità di massima autorità sanitaria locale e componente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, organismo deputato alla programmazione dei servizi della sanità pubblica nel territorio della AUSL Unica di Romagna ed al controllo della effettiva realizzazione di tale programmazione, di attivarsi per promuovere la sperimentazione in oggetto.

————————

ALL’AREA SERVIZI E PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI U.O. SPORTELLO UNICO, VIA BERLINGUER N.68 RAVENNA

Il sottoscritto RUBBOLI DIEGO, residente in ************ – 48121 Ravenna – tel. ******, in qualità di primo firmatario, presenta il seguente documento da allegare alla Petizione. In caso di assenza od impedimento, delega quale referente la Dr.ssa Anna Maria Buzzi, via Felisatti 49 – 48121 Ravenna – tel.*********.

PREMESSA

Il CRM197, mutante atossico della Tossina Difterica, è in grado di legarsi strettamente all’Heparin-Binding Epidermal Growth Factor (HB-EGF), un fattore di crescita appartenente al gruppo di ligandi che afferiscono al recettore dell’Epidermal Growth Factor. Tale recettore è stato trovato particolarmente fitto sulle membrane cellulari di molti tumori e su quelle delle cellule muscolari lisce e attivate della placca aterosclerotica. Per l’alta densità di HB-EGF sui tumori, il CRM197, fra il 1998 e il 2004, è stato ripetutamente testato, con risultati incoraggianti, su pazienti oncologici divenuti refrattari alle terapie convenzionali. Nell’anno 2000 tre pazienti anziani, affetti da patologia aterosclerotica carotidea, e in condizioni generali piuttosto critiche per ragioni diverse, accettarono di sottoporsi a un trattamento sperimentale col CRM197 e tutti ebbero una vistosa riduzione delle loro placche carotidee non calcificate.
Per quanto sopra esposto e con riferimento alla documentazione attestante i risultati finora ottenuti che saranno messi a disposizione dalla Fondazione Silvio Buzzi di Ravenna, i sottoscritti cittadini ipotizzano che questa molecola possa risultare utile come innovativo trattamento sia anti-tumorale sia anti-placca aterosclerotica e pertanto,

CHIEDONO al SINDACO

di attivarsi per promuovere una adeguata sperimentazione clinica del CRM197 come terapia anti-tumorale e/o anti-placca aterosclerotica nei presidi sanitari pubblici dell’AUSL di Romagna .

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CRM197 contro il neuroblastoma

posted by admin
giovedì, settembre 17, 2015

Il neuroblastoma è un tumore del sistema nervoso centrale ad alto grado di malignità che colpisce prevalentemente l’età infantile. Il neuroblastoma si divide in quattro tipi principali, a grado di malignità crescente; considerati tutti insieme (quindi non facendo riferimento solo al tipo più aggressivo) hanno una mortalità del 50% a 5 anni. Questo vuol dire che un bambino su due, colpito da neuroblastoma, non sarà vivo dopo 5 anni.
Nel 2004 Silvio Buzzi pubblicò “Cancer Immunology Immunotherapy”, insieme ad un team di collaboratori, il caso clinico di un lattante di 5 mesi colpito da neuroblastoma midollare e trattato nel 2000 con CRM197: i dati dimostravano che la massa tumorale si era ridotta del 50% dopo 3 mesi di trattamenti ed era completamente scomparsa a 12 mesi.
Oggi il lattante di allora è un adolescente in buona salute e frequenta il liceo.
Nell’agosto di quest’anno il team del Prof. Shingo Miyamoto (Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia – Università di Fukuoka, Dipartimento di Biochimica – Università di Fukuoka, Central Research Institute for Advanced Molecular Medicine – Fukuoka, Department of Pediatric Surgery –Fukuoka) ha pubblicato Anticancer Research uno studio che conferma i risultati ottenuti da Silvio Buzzi 15 anni fa. Peraltro l’eclatante risultato si riferisce ad uno studio preclinico (cioè su linee cellulari in provetta).
Spiace doversi chiedere quanti bambini avrebbero potuto negli anni successivi beneficiare di questa cura se gli studi del Dr.Buzzi non fossero stati ignorati fino ad oggi.

Di seguito è possibile scaricare i due studi in pdf.

Abstract del Prof. Shingo Miyamoto >>>

Abstract del Prof. Silvio Buzzi >>>

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CRM197 contro il neuroblastoma

posted by admin
giovedì, settembre 17, 2015

Il neuroblastoma è un tumore del sistema nervoso centrale ad alto grado di malignità che colpisce prevalentemente l’età infantile. Il neuroblastoma si divide in quattro tipi principali, a grado di malignità crescente; considerati tutti insieme (quindi non facendo riferimento solo al tipo più aggressivo) hanno una mortalità del 50% a 5 anni. Questo vuol dire che un bambino su due, colpito da neuroblastoma, non sarà vivo dopo 5 anni.
Nel 2004 Silvio Buzzi pubblicò “Cancer Immunology Immunotherapy”, insieme ad un team di collaboratori, il caso clinico di un lattante di 5 mesi colpito da neuroblastoma midollare e trattato nel 2000 con CRM197: i dati dimostravano che la massa tumorale si era ridotta del 50% dopo 3 mesi di trattamenti ed era completamente scomparsa a 12 mesi.
Oggi il lattante di allora è un adolescente in buona salute e frequenta il liceo.
Nell’agosto di quest’anno il team del Prof. Shingo Miyamoto (Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia – Università di Fukuoka, Dipartimento di Biochimica – Università di Fukuoka, Central Research Institute for Advanced Molecular Medicine – Fukuoka, Department of Pediatric Surgery –Fukuoka) ha pubblicato Anticancer Research uno studio che conferma i risultati ottenuti da Silvio Buzzi 15 anni fa. Peraltro l’eclatante risultato si riferisce ad uno studio preclinico (cioè su linee cellulari in provetta).
Spiace doversi chiedere quanti bambini avrebbero potuto negli anni successivi beneficiare di questa cura se gli studi del Dr.Buzzi non fossero stati ignorati fino ad oggi.

Di seguito è possibile scaricare i due studi in pdf.

Abstract del Prof. Shingo Miyamoto >>>

Abstract del Prof. Silvio Buzzi >>>

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Aggiornamento sulla sperimentazione del CRM197 in Giappone

posted by admin
lunedì, luglio 20, 2015

A beneficio di quanti ci domandano come procede la sperimentazione del CRM197 in Giappone, a seguito dei recenti contatti con i colleghi nipponici che stanno portando avanti il trial clinico oncologico, comunichiamo quanto segue.

– Il trial clinico sul carcinoma ovarico sta proseguendo ed è attualmente in corso la Fase II

– A questo primo trial se ne è affiancato un secondo, sul carcinoma gastrico

– L’attivazione di un secondo trial ha reso necessario il reperimento di nuove risorse e questo al momento ha comportato un rallentamento

– I risultati , anche se ancora non definitivi, sono molto incoraggianti

– I colleghi giapponesi hanno recentemente fatto domanda di brevetto per l’uso del CRM197 in molti tipi istologici tumorali (carcinoma ovarico, gastrico, cavo orale, colon-retto, ecc)

Fondazione Silvio Buzzi

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In Giappone tre università, col sostegno governativo, la stanno sperimentando dal 2008 con risultati incoraggianti, ma tutto è cominciato cinquant’anni fa in una piccola clinica della provincia romagnola: si tratta del CRM 197, una molecola che risulta efficace nella terapia antitumorale e nel trattamento della placca aterosclerotica. Il CRM197 è stato realizzato in Giappone dal prof. Uchida, ma è stato il medico ravennate Silvio Buzzi, in precedenza, a intuirne e sperimentarne, sugli animali e sull’uomo, le ignorate proprietà.

Il meccanismo per cui il CRM 197 esercita un effetto antitumorale è essenzialmente immunologico: la molecola, infatti, si lega ad un recettore spesso molto fitto sulle cellule tumorali (ma anche sulla placca aterosclerotica) e scatena così l’attivazione dei vari componenti del sistema immunitario, con un’azione distruttiva che finisce per colpire, oltre al bersaglio primitivo, anche il tessuto su cui questo si trova, che sia cellula tumorale o placca aterosclerotica.

Il dott. Silvio Buzzi, scomparso nel 2009, ha praticamente speso tutta la sua vita, le sue competenze e i suoi mezzi, potendo contare solo su laboratori occasionali da lui stesso allestiti e diretti, per offrire alla scienza medica e ai pazienti un farmaco completamente innovativo e di costi irrisori (e forse proprio per questo evitato dall’industria farmaceutica); purtroppo, le resistenze degli ambienti accademici e clinici italiani gli hanno impedito qualsiasi avallo istituzionale, nonostante alcune tra le più prestigiose riviste internazionali di medicina come Cancer Research, The Lancet, Cancer Immunology Immunotherapy, abbiano pubblicato le sue ricerche e sia stato nominato membro onorario della New York Academy of Sciences e dell’American Association for Cancer Research.

Per conservare, utilizzare e diffondere i dati raccolti in quasi quarant’anni di studi, per proseguire la ricerca, sia in campo oncologico, sia cardiovascolare e per ufficializzare la terapia con il CRM 197 attraverso trials clinici seri e monitorati, come sta avvenendo in Giappone e, infine, per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei reali problemi della ricerca scientifica, è stata creata la Fondazione Silvio Buzzi, i cui primi promotori sono stati i figli del medico ravennate, che ne stanno portando avanti il progetto scientifico e terapeutico.

La travagliata e allo stesso tempo esaltante storia di questa scoperta è stata poi raccontata, come in un avvincente romanzo d’avventura, dal Buzzi stesso in Il talco sotto la lampada – storia di un medico & della tossina che combatte i tumori. Nella prefazione Luigi Bazzoli, che ha diretto per tre lustri l’inserto Medicina e Salute del Corriere della Sera, così presenta il libro: “Il talco sotto la lampada dovrebbe entrare di diritto nei testi di insegnamento universitario e tutti i giovani laureandi dovrebbero prenderlo come modello teorico e pratico di quella difficile, ma esaltante avventura dello spirito che spinge l’uomo a cercare una verità. E’ anche un libro di formazione, di quelli che insegnano la difficile arte di stare al mondo …”.

Tutto cominciò in una clinica privata ravennate, dove Buzzi, come aiuto chirurgo, colpito dal temporaneo miglioramento di alcuni pazienti oncologici sottoposti a un semplice intervento esplorativo, ne cercò la spiegazione. Durante uno di questi, il chirurgo aveva fatto volare il talco dei guanti di gomma che stava indossando sotto la lampada operatoria; queste particelle avrebbero potuto cadere nel campo operatorio veicolando germi di varia natura, ma il riscontro positivo precedentemente costatato, fece balenare al medico l’intuizione che i germi invasori potessero nuocere invece al tumore dei pazienti operati, più che alle parti sane dell’organismo.

Restava però da scoprire la natura degli eventuali germi benefici e poco più tardi, dopo aver affrontato un caso di difterite, ci si rese conto di quanto violenta potesse essere l’azione della tossina difterica e Silvio Buzzi si chiese se non fosse proprio un veleno così potente a causare un danno importante anche ad una massa tumorale. Furono poi gli studi successivi, prima in vitro, poi in vivo, a dimostrare la fondatezza di quell’intuizione. Da qui iniziò la battaglia per trovare appoggi a livello accademico e istituzionale, Buzzi bussò alla porta di organizzazioni politiche, sindacali, religiose, ma invano. Un muro di gomma lo respinse totalmente e nonostante i riconoscimenti internazionali conseguiti, non gli rimase che fare tutto da solo: “Disponevo di un piccolo laboratorio privato, di tossina da convertire in vaccino, di familiari in grado di darmi una mano, i due figli maggiori erano medici; la figlia minore e la moglie esperte di matematica per l’elaborazione statistica. Cosa potevo desiderare di più? Ero libero e avevo in testa un progetto …”.

Purtroppo, ancora una volta la maledizione del “muro di gomma” lo costrinse a desistere: per anni e anni non aveva avuto una vita privata, tutto compreso nella sua straordinaria scoperta e assillato da tanti pazienti che chiedevano disperatamente aiuto e nell’impossibilità di avere il vaccino per tutti. In più, l’indifferenza e l’ostracismo di istituzioni e media: “Avrei dovuto agganciarmi a un ambiente universitario con dedizione… mi avrebbe giovato curare di più la vita sociale, i rapporti importanti. Per contro mi ero dato a un isolamento noncurante e orgoglioso. Anche i partiti politici sarebbero stati una ruota da ungere e utilizzare. In Italia, quando ero un giovane medico, la politica aveva chiavi per tutte le porte… però avevo sempre respinto anche il solo pensiero con ripugnanza. I giornali, usati correttamente, potevano fungere da portavoce… ma la stampa l’avevo volutamente ignorata per non suscitare lusinghe nella povera gente… ”.

Sfiduciato ormai nella possibilità di poter avviare una sperimentazione istituzionalizzata, Silvio Buzzi volle allora ripercorrere la lunga storia della sua ricerca in un libro-pamphlet, Storia di una ricerca privata, del 1996, poi riedito e aggiornato per le edizioni Ares col titolo di Il talco sotto la lampada. Ma, improvvisamente, nel 2005, ecco una e-mail dal Giappone, dove uno degli allievi del promotore della CRM197 nel paese asiatico, il dott. Esuke Makeda, proponeva di unire le due ricerche, facendo particolare tesoro dell’esperienza positiva del farmaco sugli uomini, che fino a quel momento solo il medico romagnolo aveva sperimentato.

“Con una svolta improvvisa, qualcuno ci schiudeva la porta, ma, nel contempo, in qualche modo, ci diseredava. Capivamo di aver finalmente concluso la prima, estenuante frazione di una staffetta e che il testimone stava passando in ottime mani. Ma, se da un lato ci rallegrava l’aver sudato per una buona ragione, dall’altro ci affliggeva che la noncuranza del nostro paese ci costringesse a consegnare l’idea a stranieri che avevano sudato assai meno di noi ma, in compenso, disponevano a piacimento dei mezzi per svilupparla compiutamente… ”.

In calce al sito della Fondazione Buzzi troviamo questo appassionato appello, rivolto a tutti quelli che credono in una ricerca rigorosa e “pulita”: “Se credi che non tutti i possibili itinerari della scienza siano già stati tracciati, se credi che la ricerca debba essere libera da pregiudizi e non monopolio delle multinazionali del farmaco, se credi che ogni persona sia libera di scegliere il proprio percorso di cura, hai tutto il diritto di indignarti per le cose che vedi, ma hai anche l’obbligo di trovare il coraggio di cambiarle”.

>>> Fonte: Giovanni Zaccherini – Wall Street International

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Articolo del Resto del Carlino del 15 novembre 2011

posted by admin
sabato, dicembre 10, 2011

Dopo il Convegno della Fondazione del 24 Settembre, Il Resto del Carlino intervista Anna Maria, Silvia e Giorgio Buzzi sulla sperimentazione giapponese, sulle sue modalità e sui suoi promettenti risultati.

Scarica qui il PDF dell’articolo

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